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venerdì 8 luglio 2016

Il valore dell’indice glicemico nell’alimentazione

Contrariamente a quanto ritenuto ancora da molti, il concetto che i carboidrati nella dieta debbano essere eliminati è ormai è stato abbondantemente superato, le attuali conoscenze scientifiche dimostrano che le diete a bassissimo contenuto di glucidi comportano l’incremento del consumo dei grassi (specialmente saturi) con conseguente aumento del rischio cardiovascolare, oppure in alternativa l’incremento del consumo delle proteine con un carico renale importante. Tuttavia, l'aumento della quota di carboidrati deve essere effettuato utilizzando alimenti con basso “Indice Glicemico” o ancora meglio ricchi di fibre.
L'Indice Glicemico, rappresenta il valore percentuale della risposta glicemica di un alimento “A” rispetto ad un altro alimento di riferimento “B” (es.: il pane bianco).

Alimenti
Indice Glicemico
Pane
100 %
Spaghetti
60 %
Riso comune
80 %
Riso parboiled
60 %
Patate
118 %
Lenticchie
40 %
Fagioli
45 %
Mele
53 %
Banane
84 %
Arance
66 %
Latte
50 %
Saccarosio
90 %

L’indice glicemico è però influenzato da alcuni fattori, come la variabilità individuale nella risposta glicemica, la consistenza dell’alimento, il tipo di cottura, i trattamenti subiti in precedenza, il grado di maturazione, l’associazione con altri cibi.
L'introduzione dell'Indice Glicemico ha in parte attenuato la convinzione comune della necessità della riduzione del saccarosio nella dieta. Numerosi studi hanno dimostrato che, nell'ambito di una dieta ricca di fibre, la sostituzione di alimenti ad alto Indice Glicemico con il saccarosio non peggiorava il compenso metabolico; inoltre, il permesso di assumerne ufficialmente piccole quantità può di saccarosio contribuisce a migliorare l’accettazione della dieta.
Oltre al Saccarosio ed al Glucosio, altri dolcificanti naturali sono il Fruttosio, lo Xilitolo, il Sorbitolo ed il Mannitolo. Il Fruttosio produce una risposta glicemica più bassa del saccarosio e del glucosio, ma può indurre un aumento dei Trigliceridi. Gli altri dolcificanti incidono poco sulla glicemia (quantità di zucchero nel sangue) ma, se usati ad alte dosi, causano diarrea.
I dolcificanti sintetici sono la Saccarina, l'Aspartame, il Ciclamato e l'Acesulfame, sono praticamente privi di calorie, alcuni di questi sono stati additati come cancerogeni, ma non è mai stato effettivamente dimostrato un concreto aumento del rischio di cancro correlato all’uso di questi prodotti.

Esistono in commercio numerosi prodotti definiti dietetici, perché hanno basso contenuto di zuccheri, anche se apportano la stessa quantità di energia (calorie) del saccarosio e sono spesso ricchi di grassi e quindi ipercalorici ed anche molto costosi, ma la cosa più importante è che inducono il concetto che possono essere assunti liberamente anche in elevate quantità, vanificando di conseguenza gli sforzi di una dieta.

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