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mercoledì 6 luglio 2016

La dieta per la gotta e l’iperuricemia

Il termine gotta deriva dal latino “gutta” (goccia) perché nella credenza popolare si riteneva che la causa della malattia fosse la deposizione di gocce di un “umore” nelle articolazioni.
Le manifestazioni della gotta (artriti, tenosinoviti, tofi, nefropatie, nefrolitiasi) sono la conseguenza dell’iperuricemia, cioè l’aumento oltre i valori normali dell’acido urico nel sangue (4-7 mg/100ml). L’aumento dell’acido urico può essere dovuto all’aumento della produzione oppure a difficoltà nell’eliminazione dello stesso acido
urico che tende a cristallizzare. 
L’acido urico è un prodotto di scarto del metabolismo delle purine, cioè di composti cristallini che costituiscono la struttura di alcuni costituenti degli acidi nucleici (DNA e RNA).
Per molto tempo la gotta è stata considerata la malattia dei ricchi e dell'abbondanza perché si manifestava tra coloro che potevano mangiare proteine animali come la carne, mentre era inesistente nei periodi di carestia. 
Sono molte le evidenze scientifiche che sembrano correlare l’insorgenza della gotta ad una alimentazione ricca di proteine e sedentarietà. Mentre alcune proteine vegetali, latte e derivati sembrerebbero non favorire l’insorgenza della Gotta.
La dieta da adottare in caso di iperuricemia dev’essere:
  • Ricca di acqua oligominerale (favorisce l’eliminazione dell’acido urico);
  • Povera di purine;
  • Povera di grassi; 
  • Povera di zuccheri (anche fruttosio);
  • Povera di calorie; 
  • Evitare assolutamente il digiuno prolungato. 

Nello specifico in una dieta a basso contenuto di purine si possono mangiare
  • Cereali: pasta, riso non integrale, grissini, crackers, fette biscottate;
  • Vegetali: barbabietole, bietole, broccoli, carciofi, cardi, carote, cavolini di Bruxelles, indivia, insalata, lattuga, patate, pomodori, rape, zucca e brodo vegetale;
  • Frutta: albicocche, arance , ciliege, mele, melone, pere e pesche;
  • Condimenti: olio d'oliva, aceto, burro e margarina (piccole quantità);
  • Latte e derivati asiago, bel paese, crescenza, fior di latte, fontina, mozzarella, ricotta e scamorza;
  • Olive, noci, uova.
Si devono ridurre 
  • Proteine animali: carne bianca, pollame, spigola, carpa, cernia, luccio merluzzo, nasello, palombo, sogliola, rombo, trota;
  • Proteine vegetali come: cavolfiore, fagioli, funghi, lenticchie, piselli, spinaci.

Evitare:
  • Proteine animali tipo: brodo di carne, sughi di carne, formaggi grassi e fermentati, acciughe, anguilla, aringa, cefalo, crostacei, mitili, sarago sarda, sardina, sgombro, tonno, triglia uova di pesce, anatra cervello, cuore, fegato lepre, oca, maiale piccione, rognone, selvaggina, trippa, estratti di carne, salumi, insaccati;
  • Proteine vegetali: asparagi, cavolfiore, lenticchie, funghi secchi, melanzane, peperoni, piselli;
  • Frutta: castagne cocomero datteri, nespole, mandorle, prugne, frutta secca,
  • Condimenti: olio, strutto, lardo, cucinati o fritti, salse aromatiche o piccanti
  • Vino bianco o rosso, tè, caffé e uva

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