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venerdì 1 luglio 2016

La pediculosi l’infestazione da pidocchi, cosa fare…

La pediculosi è un'infestazione causata da piccoli insetti è facile riconoscerli per il colore grigio-biancastro senza ali che spesso si mimetizzano col colore dei capelli o peli dell’ospite, appiattiti con zampe ad uncino particolari grazie alle quali possono ancorarsi saldamente ai capelli o ai peli più in generale, una volta parassitata la cute la perforano e si nutrono del sangue che vi circola.
Vivono, quasi esclusivamente, sul corpo umano del quale hanno bisogno per sopravvivere gli animali domestici non sono fonte di trasmissione per l'uomo, allo stesso modo i pidocchi umani (Pediculus humanus capitis sopravvime massino 2-3 giorni lontano dall’ospite, Pediculus humanus corporis può anche essere vettore di altri parassiti) non vengono trasmessi agli animali.

L’infestazione avviene per contatto diretto o attraverso l’uso di effetti personali infestati (pettini, sciarpe, cappelli, asciugamani, cuscini, ecc.) e non "non saltano" da una testa all'altra. Quindi l’infestazione è frequente nelle scuole, nelle colonie, nelle palestre, a causa della maggiore probabilità di contatto. Può sopravvivere anche per un mese negli indumenti di persone infestate.
Altro tipo di pidocchio è quello del pube (Phthirus pubis), detto anche piattola per la sua forma piatta, possiede uncini molto robusti, capaci di ancorarsi a peli più robusti del capello, la trasmissione avviene per contatto intimo più frequente negli adulti, anche questi ultimi si nutrono del sangue dell’ospite.
Le uova o lendini sono ancorate alla radice del capello con una loro colla naturale, di aspetto opalescente, e allungata di circa 1 mm e si schiudono dopo circa 7 giorni, dalle uova nascono le ninfe (pidocchio immaturo) rappresenta la forma immatura del parassita che diventa adulto in circa 7-13 giorni.
Nella fase iniziale dell’infestazione non si avverte prurito o altri sintomi, successivamente a causa di una reazione allergica alla saliva dell'insetto compare il prurito che può essere considerato il vero primo sintomo. Il grattamento può essere causa di escoriazioni che possono, impetiginizzarsi.
Quando compare il prurito, specialmente all’altezza della nuca o dietro le orecchie è possibile individuare i pidocchi che appaiono come puntini bianchi o marrone chiaro, allungati, traslucidi, della grandezza di una capocchia di spillo.
Differentemente dalla forfora le lendini non si staccano dal capello mentre si fa scorrere quest’ultimo tra le dita, mentre la forfora è facilmente asportabile.
Il miglior sistema di diagnosi per l’individuazione consiste nel pettinare con un pettine a denti molto fitti tutti i capelli, dalla radice alla punta, dopo averli cosparsi con abbondante balsamo.
Tale trattamento può rappresentare anche una valida terapia se ripetuto ogni 3-4 giorni per 2 settimane da mani esperte, su infestazioni modeste, evitando in questo modo l’utilizzo di insetticidi ed i loro effetti avversi e data la sua semplicità può anche essere un utile modo per prevenire le infestazioni quando si ha notizia di alcuni casi a scuola.
Non ci sono prodotti che hanno effetto preventivo, per cui non si può escludere una successiva reinfestazione.
In caso di infestazione:
  1. Ispezionare il capo con lente d'ingrandimento in ben illuminato;
  2. Il primo e più importante rimedio consiste nell’individuare e rimuovere manualmente pidocchi e uova;
  3. Trattare con un prodotto antiparassitario specifico;
  4. Dopo il trattamento, usare un pettine possibilmente a denti per rimuovere le uova, pettinando ciocca per ciocca partendo dalla radice. L’operazione è facilitata se si bagnano i capelli con acqua di aceto (metà acqua e metà aceto);
  5. Lavare indumenti, lenzuola, ecc. in acqua a 60°C, lasciare all'aria aperta o conservare in un sacchetto di plastica ben chiuso per 2 settimane gli oggetti o i giocattoli venuti a contatto con la persona infestata; 
  6. Lavare e disinfettare accuratamente pettini, spazzole e fermagli, immergendoli in acqua molto calda per 10-20 minuti (il parassita è sensibile al calore); 
  7. Se la localizzazione è tra le ciglia o le sopracciglia, non si possono utilizzare gli shampoo specifici, perché tossici, ma si ricorre all'applicazione di vaselina bianca con un cotton fioc, strasciando dalla radice verso la punta, questo trattamento non elimina le uova e quindi va ripetuto 3 volte al dì per 10 giorni;
  8. In caso di pediculosi del pube vanno trattati, contemporaneamente, anche i partner delle persone infestate e può essere utile la rasatura. 
In caso di infestazione ricordare che: 
  1. Ispezionare giornalmente il cuoio capelluto;
  2. Rimuovere le uova con un pettinino a denti fitti;
  3. Applicare i prodotti seguendo le istruzioni sulla confezione;
  4. L’aceto, può essere utile solo per “scollare” più facilmente le uova, ma vanno usati prodotti specifici;
  5. L’infestazione da pidocchi non è indice di scarsa igiene; 
  6. Non è necessario tagliare i capelli; 
  7. Il trattamento è necessario solo se esiste una reale infestazione;
  8. Non esistono prodotti o rimedi preventivi. Per prevenire le infestazioni molte volte bastano alcuni accorgimenti come evitare di ammucchiare capi di vestiario e lo scambio di oggetti personali (pettini, cappelli, sciarpe, asciugamani, ecc.).

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