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lunedì 31 ottobre 2016

La fame che viene dalla testa… piccoli aiuti

Per tutta una serie di ragioni, culturali e di educazione, siamo stati abituati (io preferisco il termine programmati) da fattori condizionanti esterni a cercare cibi consolatori nei momenti di maggiore stress psicologico. Anche se sappiamo bene che il cibo non è la risposta più adatta per fronteggiare le ansie ed il nervosismo non sempre riusciamo ad evitare di mangiare oltre il necessario in questi momenti che consideriamo difficili.



Solitamente durante queste fasi si prediligono i dolci ed i cibi fritti, in alcuni casi gli alcolici, alimentando una serie di esperienze negative causate dall’instaurarsi di un circolo vizioso correlato alla frustrazione che consegue dall’assunzione di questi cibi.
In questi casi, quando ci si rende conto di mangiare, non per fame, bisogna per prima cosa individuare delle attività da poter svolgere in alternativa (passeggiate, corsa, uscire, telefonare, giocare, ecc.) e contemporaneamente chiedersi se questo bisogno di mangiare è dettato da quella sensazione di appetito che si manifesta in corrispondenza dello stomaco oppure se non sappiamo ben definire da dove viene, ecco! in questo secondo caso bisogna smettere di mangiare e dedicarsi ad altre attività.
Altra caratteristica della fame nervosa è l’assunzione di cibo senza masticare bene, senza provare il gusto del cibo, se ci accorgiamo che ci stiamo comportando in questo modo dobbiamo cercare di capire subito se in corrispondenza dello stomaco c’è una reale sensazione di fame.

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